Sin dalla nascita delle prime civiltÓ, l'oro ha sempre rappresentato ricchezza, potere e proprietÓ mistiche


Per ben 5000 lunghissimi anni, praticamente tutte le civiltà della terra hanno espresso il loro ideale simbolo della bellezza nel luccicante splendore dell'oro.

Gli oggetti utilizzati di norma alla vita quotidiana sono stati realizzati con materie più vili e dure, ma i popoli hanno sempre apprezzato l'oro per la sua piacevolezza e per il potere e il prestigio e la magia che riesce a trasmettere.

I Sumeri e gli egizi furono probabilmente i primi a dedicarsi alla lavorazione dell'oro, avendo scoperto in modo del tutto casuale le proprietà fondamentali di questo metallo, che fonde ad una temperatura relativamente bassa, poco più di mille gradi e, se sottoposto alternativamente a riscaldamento e battitura, può essere ridotto allo spessore di un foglio di carta, può essere tirato in fili, modellato in sfere, piegato per fare catene, o addiriturra, se fuso, può essere versato in stampi e forme.

Le tecniche antichissime della sua lavorazione sono cambiate davvero poco con il passare degli anni.

Come tutti sappiamo le antiche civiltà spesso attribuivano potegi mistici e magici all'oro.

Gli egizi indossavano amuleti d'oro per scaramanzia e protezione dal male.

I popoli dell'Africa occidentale tenevano in particolare considerazione i feticci dorati.

Sia i micenei, sia, ben più avanti, i chimu sudamericani, che amavano questo prezioso metallo, coprivano il volto dei loro re defunti con maschere d'oro che ne riproducevano le sembianze.

I cinesi credevano che l'oro sepolto con il corpo ne impedisse la decomposizione.

Questa associazione dell'oro con la morte indusse molte società ad accumulare nelle tombe dei re grandi quantità di tesori da usare nella vita futura.

Il successivo e inevitabile saccheggio però privò il mondo della stragrande maggioranza dei suoi capolavori in oro.

I pochi cimeli rimasti sono solo una piccolissima parte del patrimonio artistico del genere umano.